“…
Enrico Berlinguer non è mai stato sopportato dalla classe dirigente di questo
Paese, tanto meno da quella comunista: lo contrastarono silenziosamente in
vita, facendogli passare di tutto, per poi cercare nei decenni dopo la morte di
infangarlo, di sminuirne la portata delle svolte e delle innovazioni. Persino
le poche luci presenti in quel ritratto dello sconfitto (che non ha mai messo
radici nella società) erano usate per mettere in risalto le ombre. Perché
Berlinguer non è stato perfetto e ha fatto i suoi errori, ma rispetto ai suoi
contemporanei e a chi è venuto dopo di lui ha lasciato un’eredità che sarebbe
dovuta essere usata come base per il futuro, invece fu messa in soffitta.
