seguimi

Uno spazio aperto al confronto delle idee.

lunedì 31 ottobre 2016

Il dramma non è solo in una parte geografica dell'Italia.


...E poi ti prende così, quel magone e la tristezza di quanti hanno perso la propria casa, le cose, i progetti, la storia, le memorie....
Quelle crepe aperte, quegli squarci, non sono solo rughe di vecchiaia ma incuria e non solo del tempo.
Ti viene alla mente che ancora tanti cittadini colpiti dai sismi negli anni precedenti attendono che si restituisca la loro dignità.
E’ l’anima.

Pensi alla tua Italia rugosa, alla tua terra, ti guardi intorno e speri. Peccato che la speranza dei cuori degli italiani sia amareggiata, arrabbiata, delusa dalla politica che dimentica, scava distanze ed accumula sfiducia. 
Il terremoto non è solo in quella parte geografica dell'Italia.

giovedì 8 settembre 2016

Ricchi e poveri nell'equità sociale?

Due o tre soldi in più sono una ricchezza per il povero, e non si può rifiutare. Ma a pensarci bene il concetto di povertà è slegato dal principio di equità sociale!
Quando la politica tratta il “piano anti-povertà” viene subito da chiedersi perché si è creata, e continua a mantenersi, la condizione di grave disuguaglianza sociale che l’Italia soffre. Non solo l'Italia.
Quando poi chi ne parla dai salotti televisivi lo fa dall’alto di un proprio stipendio e di pensioni e di privilegi che grazie al potere politico si è concesso in nome e per conto dei cittadini anche quelli cosiddetti poveri, sembra di assistere ad un paradosso. 
Specie poi quando, scattato il piano di “Sostegno per l’inclusione attiva”, si prescrive che chi vuole essere sostenuto debba presentare la “domanda” al proprio Comune. Pur essendo il Comune già a conoscenza dei redditi dei propri cittadini. E se non lo fosse il Comune lo sarebbe lo Stato attraverso i dati del proprio sistema fiscale.
Ma si riesce ad immaginare che gente lontana dal modo amministrativo e burocratico, poi lontanissima dalle tecnologie, formuli domande per ottenere…cosa??? Già quei due preziosissimi soldi in più.
Un milione di famiglie indigenti coinvolte dall’annunciato “cantiere sociale” che dovrebbe aumentare di qualche soldo il capitale sociale nella prossima legge di stabilità 2017, sono un numero esorbitante ma se si legge il report della Caritas sulle condizioni economiche, quel numero non contiene tutti.
Madre Teresa di Calcutta ha raccontato “Credo che nessuno di noi conosca la fame, ma un giorno me la insegnò una bambina. La trovai per strada, mi accorsi che aveva fame e le diedi un pezzo di pane, ma lei ne mangiava una briciola per volta. Io le dissi di mangiarlo serenamente, ma lei mi rispose: ‘ho paura, perché quando finirà io avrò di nuovo fame.”
La politica del governo racconta ” …provvederemo ad una misura di equità sulle pensioni minime e metteremo nuove risorse sul contrasto alla povertà.” Equità solo sulle pensioni minime!
Vorrei leggere piuttosto “…..provvederemo ad una misura di equità sulle pensioni e sui diritti acquisiti e a misure di contrasto alla disuguaglianza sociale”. Ma sarebbe troppo?
Con ciò non si pretende certo di “aggiustare” le diverse condizioni che tante persone vivono non potendo accedere a beni e servizi di  fondamentale priorità, ma proprio di riscrivere il sistema e il pensiero della società perché il pauperismo, quella miseria che coinvolge masse di popolazione, non è solo intollerabile sotto il profilo umano quanto anche danneggia il valore del rispetto e della  solidarietà trasformandola  in un principio di elemosina. Grave lesione alla dignità di ciascuno.
Ecco, se la politica non riscrive il sistema, se i piccoli aumenti di capitale sociale vengono assorbiti da aumenti delle spese, allora quando finirà la mollica del pane non sarà cambiato nulla.

L’equità sociale è un’altra storia!

mercoledì 7 settembre 2016

Ma i soldi dove stanno?

Come cambiano i punti di riferimento dell’economia mondiale! Una volta si pensava all’America come terra d’oro e si facevano carte false pur di emigrare nel continente che tirava l’economia mondiale. Poi l’Europa partorì un sogno economico mai decollato. Poi? Capitan debito azzerò il sogno di ricchezza dei tanti, mise in pausa il Pil, rallentò la crescita e ieri la comunicazione dell’ISM, considerato un sondaggio plausibile dato il campione molto esteso, ha raccontato che  l’industria dei servizi anche negli Stati Uniti ha toccato il tasso più basso dal 2010.
Cos’è l’ISM?
E’ l’Institute of Supply Management che calcola per gli Usa l’andamento aziendale attraverso indici di riferimento mensili. E così anche il sogno americano ha i suoi limiti! Ma l'economia non sta bene? I sondaggi di J. Morgan, che si serve di informazioni richieste a 7500 direttori di vendita di 26 Paesi che coprono circa l'80% del Pil mondiale, non sono confortanti come non lo sono gli indici che in Europa vengono calcolati dalla Ntc Research, come anche dagli Indici Ifo,  Zew,  Isae, Business climate indicator, Tankan.
Sondaggi che riuscirebbero a prevedere le crisi mentre ci raccontano come sta andando. E se si legge che si migliora occorre essere prudenti nell’interpretare un dato che potrebbe essere migliorato solo nel quadro del peggioramento registrato precedentemente!
Certo, i numeri non servono se non si utilizzano per porre rimedi e non è un conforto leggere che l’ex segretario al Tesoro Usa, Larry Summers, già nel 2013 prevedeva una stagnazione secolare dell’economia mondiale.
Ma da cosa può dipendere?
Sul Sole24ore si fa una disamina dei fattori condizionanti, distinguendoli in congiunturali e strutturali, cioè fattori momentanei e permanenti.
Non vi è dubbio che la politica fiscale è responsabile: maggiore tassazione e minori spese di investimento non sono certo una prospettiva di miglioramento se si considera che sono diminuiti sensibilmente gli indici del commercio mondiale e questo per quella reazione a catena che può immaginarsi: la restrizione bancaria e le incertezze della politica non inducono le aziende ad investire, gli stipendi bassi non alimentano i consumi delle famiglie, insomma c’è davvero poco da inventarsi se lo stato delle cose è “contro” la crescita.
A questo si aggiunga l’aumento del debito pubblico e dell’invecchiamento delle popolazioni in contesti che registrano enormi diseguaglianze sociali e culturali. Insomma non si consuma e dunque non può prodursi e nel contempo necessitano spese sanitarie e previdenziali.
Pensa che l’Italia è uno dei tre paesi al mondo qualificati come super-vecchi con Giappone e Germania! Ma nel 2020 anche Olanda, Francia, Gran Bretagna, Svezia, Slovenia, Croazia e Portogallo riscontreranno lo stesso problema.
Adesso immagina che la popolazione in condizione di lavoro scenderà sensibilmente e quelli che lavorano saranno precari e mal pagati.
Ritorna anche lo spettro della minaccia tecnologica che sostituirà i posti di lavoro ma questo anche perché si investe poco in cultura e ricerca, in formazione specializzata producendo demotivazione e disoccupazione.
E a che punto siamo con l’investimento in infrastrutture? Leggo che necessita un impegno comune, ma….per quanto da anni al G20 si richieda unione di intenti tra gli Stati per ricominciare ad aprire prospettive tra pubblico e privato, se si chiede da anni vuol dire che ancora non ci sono le basi per ricominciare insieme.
Ed allora resta da capire se ci si vuole coordinare o si sta attendendo qualche altra furbizia economica…..

Intanto la gente soffre in quella unica vita che è data e la ....salvezza si allontana!

mercoledì 24 agosto 2016

E poi?

Ecco i sopravvissuti, quelle vite spezzate tra le memorie perse.
Le immagini terribili del terremoto, che la notte scorsa ha devastato il centro dell’Italia, scorrono su tutti i canali.
Devastanti.
Riprendono la forza di una natura ostile che ha distrutto paesi e mietuto vite, ed ancora riprendono quei mobili, quelle suppellettili tra gli squarci dei 

muri, quel lampadario ancora appeso, che ti danno subito uno schiaffo.
L’impotenza dell’uomo è misurabile!

Pensi a quanti sacrifici sono costati quei muri crollati e quelle “robe” portate via in pochi secondi, a quante speranze erano legate e legavano al presente raccontando storie di una intera esistenza.
E ci stai dentro, ci sei anche tu perché ti rendi conto che sarebbe potuto accadere a te ed al tuo paese.
Allora ti sale quell’emozione irrefrenabile e ritornano le immagini impresse dei terremoti recenti o meno, e ti chiedi: “ e poi?”
Poi si crede che lo Stato intervenga, che ricostruisca velocemente quanto meno le case distrutte, che restituisca ai suoi cittadini, orfani di tanto, almeno la forza di ricominciare. Il dramma è proprio lì.
Perché se non puoi evitare che la natura esprima la sua violenza, puoi evitare l’indifferenza e l’impotenza che dipendono da come si amministra.
Puoi evitare che per anni o per sempre le baracche siano quel poi e che si resti a metà di interventi necessari ed urgenti. Rimangono anni in sospeso.
Ricominciare nonostante tutto è la forza dell’uomo che ha perso tutto, che poi ha bisogno di un tetto, dei servizi essenziali, della sua dignità. E l’uomo è anche il cittadino.
Quel poi del cittadino non c’è!   





giovedì 11 agosto 2016

Tutto torna, anche le ferie di Augusto!

Oh, che bel sole di mezz'agosto!
E’ così che il compositore napoletano Ruggero Leoncavallo ambienta la sua opera “Pagliacci” non dimenticando di riportare alla Chiesa cattolica ed a “..la Vergin pia di mezz'agosto" quella che era nata come festa pagana dedicata alla dea Diana.
Certo, quel mezzo mese fu spostato dal 13 al 15 agosto per celebrare l’ Assunzione di Maria accolta in cielo, e questo dal VII secolo circa.
Eppure il nome ricorda sempre la sua storia, quando l’imperatore romano Ottaviano Augusto nel 18 a. C. aveva istituito il suo riposo, feriae Augusti per tutto il mese dopo la faticosa raccolta agricola.Ferie, dunque, riposi meritati.
Con il ferragosto si festeggiava la fine dei lavori agricoli

mercoledì 20 luglio 2016

Erdogan non è un moderno Pisistrato.

Adesso si rischia di più. Chi fu Pisistrato? Lo conosciamo dalle pagine di Erodoto nel capitolo del suo libro "Storie". Uno famoso ad Atene perché aveva preso il porto di Nisea nella guerra contro i Megaresi salvando la patria anche con altre imprese ma sopratutto perché non solo in guerra, di certo fu stratega anche nella vita se, un giorno in cui stava raggiungendo i suoi campi, ebbe l'idea di ferirsi le mani, ferire i muli che trainavano il suo carro, ritornare in piazza e raccontare di essere scampato ad un attacco di nemici che intendevano ucciderlo. Ottenne subito dagli ateniesi...

venerdì 15 luglio 2016

Morti, ancora! Il nostro quotidiano è compromesso.


Che importa se il camion è trivellato di colpi, quel camion tragicamente bianco ha già attraversato la storia di tante famiglie. Lo ha fatto con determinazione, in una corsa di due chilometri, a zig zag, a velocità sostenuta pur di colpire di più, più gravemente, pur di compiere un atto eclatante. 
E se non fosse bastato ecco gli spari, l’accanimento ed altre armi in quell’involucro di lamiera. Per chi? Per che cosa?

giovedì 14 luglio 2016

Non ti puoi dimettere. Hai da votare!

     Saranno pure pensieri perversi ma se cittadino è quel  civis costituzionalmente titolare di diritti e soggetto delle decisioni, non vi è dubbio che se diventa oggetto delle decisioni, è suddito!
In realtà perverso è il meccanismo che a qualcuno piace definire democratico, perché dà sicurezza  in alternativa ad assolutistico, identificandolo con l’espressione di un voto, nelle elezioni,  attraverso il quale il cittadino assume la sua scelta! 
Eppure succede stranamente che:
a.  il candidato da votare alle elezioni è scelto dal partito, ente di natura privatistica che rimborsa le sue spese incontrollabili con soldi pubblici per il bene pubblico.
b. Lo si vota perché  rappresenti gli interessi del cittadino, dunque perché serva la comunità, ma l'impressione è piuttosto che la comunità serva agli interessi del votato. Comunque nessuno ha mai sostenuto che il cittadino rappresenta l’onorevole ed ha diritto ad essere rimborsato!
c.   Per essere eletti qualcuno cede alla trascurabile inezia della corruttela nei voti. Perché è contento se ci riesce?
d.   Il soggetto votato diventa onorevole, il cittadino rimane popolo!
e.   L’onorevole decide i suoi benefit, privilegi, vitalizi, pensioni, la scontistica per sé e per le proprie famiglie anche allargate, e siccome si stressa legifera anche le sue gratuite terapie rilassanti. Ma non garantisce nulla. Non risponde di nulla, nemmeno del bilancio o dei debiti.  Addebita piuttosto al cittadino tasse, percentuali, costo del lavoro, debiti e povertà, costo della salute, della sicurezza, del’aria e dell’acqua.
f.    Il cittadino paga ma non ha titolo a stressarsi anche se non arriva a fine mese, se ha la fortuna di lavorare, e non ci sono i soldi per la sua pensione!
g.   Eletto una volta, l’onorevole rimane a vita colui che rappresenta il cittadino, anche se non è più votato,   passa da un incarico e l’altro, sempre con ottimi compensi ed il partito, magari dopo 30 anni, può ricandidarlo per il cambiamento!
h.   Chi è stato al governo ha diritto a vita a scorte e privilegi, uffici ed auto. Insomma è quello che viene pagato a tutti i costi ed in eterno. Magari dopo di lui i figli!
i.    In nome della politica i votati discutono, litigano, considerano prioritari i sistemi elettorali come quel gioco da vincere togliendo agli avversari poltrone e poteri e poi si accordano su coalizioni distribuendosi ministeri, sottosegretariati, assessorati, dirigenze e presidenze. In nome del popolo!
j.    Se per caso, ma è solo un altro gioco, si dovesse ricorrere ad un referendum popolare, sempre i votati decidono come e quando farlo, se spacchettarlo, sminuzzarlo, diluirlo, disperderlo o consumarlo intero. Ma se mai il risultato dovesse essere diverso dal previsto c’è sempre la possibilità di un’altra legge. Si è visto, per esempio, con i finanziamenti ai partiti!
Adesso, forse non colgo più il senso di tale meccanismo democratico, ma se la politica è quella strana proprietà  che dovrebbe guardare ad obiettivi di servizio,  come mai tali obiettivi non si raggiungono e c’è sempre un’altra legislatura alla quale rimandare promesse senza programmi, programmi senza programma?
Dove sono  finiti la democrazia ed il suo cittadino?
Ecco, il cittadino è un opzional, uno che ha il solo compito di votare per dare legittimità perfino ai suoi debiti a vita.
Uno obbligato a pagare a tutti i costi anche quando non dovrebbe, a cui non si debbono rendicontare le decisioni, uno che pretende troppo se chiede di lavorare, di potere percepire una pensione equa piuttosto che farsi bastare 500 euri mensili, di potersi curare se indigente piuttosto che evitare medicine ed esami  diagnostici, di essere aiutato se vecchio piuttosto che lasciarsi andare, di essere assistito se debole, o limitato, piuttosto che andare a chiedere elemosina.
Uno che se non basta può essere anche integrato e piuttosto può morire senza avere potuto capire per che cosa ha votato, per che cosa si è indebitato, quale sistema ha ingabbiato il suo appellativo e la sua dignità facendogli credere che è stato lui a sceglierlo.
Un suddito?    

mercoledì 13 luglio 2016

Di chi è la colpa della politica siciliana?



Certo, presi dalle velocità con le quali inseguiamo le tappe forzate della vita siamo portati a rimuovere la memoria del nome votato, ma forse non farebbe molta differenza pur se, ammettendolo, dovremmo dire addio ai sensi di colpa che ci fanno porgere la spalla al politico. 
Eppure, che c'entriamo? 
Il nostro presidente regionale ha un curriculum di tutta sinistra. 
Collaborazioni con l'Unità, il Manifesto,  Liberazione,  militanza nel Partito Comunista Italiano, poi con Rifondazione Comunista é assessore alla cultura del comune di Gela dal 1996 al 1998, con la Federazione dei Verdi nel 1998 è consigliere comunale e consulente dell'assessore regionale ai beni culturali, con il Partito dei Comunisti Italiani e l’alleanza di centrosinistra,

lunedì 11 luglio 2016

Cosa resta della rivoluzione di Crocetta? Che Sicilia ci restituisce?

A ogni nuova ondata elettorale condita di passione, proponimenti, aspettative, si accende la speranza che questa terra martoriata e bistrattata possa avere un moto d’orgoglio e rinascere. Che possa avere un futuro normale, dove ogni persona possa realizzare se stessa e costruire la propria vita senza sentire più mortificanti litanie sul sottosviluppo, la colonizzazione, la disoccupazione, l’emigrazione, il degrado, la corruzione, il malaffare, la mafia, in una parola, il lento annientamento di una delle terre più belle e ricche

mercoledì 6 luglio 2016

Chi comanderà l'Isis nei prossimi anni?

                                                                       
                                                                                                                                                                                              Mentre noi italiani piangiamo le nostre vittime di Dacca, ancora si discute di guerra religiosa. Si maschera una guerra dei poteri.                                                         Mentre si invoca la pace c'è chi vende armi e chi le compra. Si istiga all'odio.
In Italia la giustizia è lenta e imperversano le pastoie delle identificazioni di quanti, immigrati, non sono profughi. Noi siamo buoni e tutte le altre nazioni che chiudono i loro confini comprendendo che non si può andare oltre sono  nazioni tutte cattive?
In Italia rimangono tutti, pure a carico degli italiani che non arrivano a fine mese.
Sono tanti i non profughi. Cosa nascondono se fuggono anche dalle forze dell'ordine,

sabato 2 luglio 2016

Uccisi dieci di noi a Dacca.

 Non possiamo non considerare questo uno strano sabato, triste e drammatico, per tanti che sono stati feriti e per dieci italiani strappati alla vita. Un attentato a Dacca,  circostanze, appuntamenti sbagliati. Dieci di noi.                                        
Dieci famiglie che d'improvviso e senza capirne le ragioni, si trovano private di un loro affetto.  Questa non è la guerra di quei dieci, dei tanti altri che hanno perso la vita negli attentati precedenti, se è vero che il Dio di tutti è buono.  
Ma come è possibile che gente comune uccida gente comune per seminare terrori dove dovrebbe esserci amore.....Questa non è una guerra di religione.  
Certo che manterremo dignità in difesa del nostro quotidiano indifeso, che saremo forti quando sappiamo di essere deboli, che sapremo affrontare l'ignoto imprevedibile. Ma credo che tutto questo lo faremo, costretti a farlo, perché non ci sono alternative per gente comune. 
Gli squilibri attuali che hanno generato e generano odio e morte non dipendono da chi muore. 
Strano questo sabato  di cui nessuno potrà spiegare la verità.