Adesso si rischia di più. Chi fu Pisistrato? Lo
conosciamo dalle pagine di Erodoto nel capitolo del suo libro
"Storie". Uno famoso ad Atene perché aveva preso il porto di Nisea
nella guerra contro i Megaresi salvando la patria anche con altre imprese ma
sopratutto perché non solo in guerra, di certo fu stratega anche nella vita se,
un giorno in cui stava raggiungendo i suoi campi, ebbe l'idea di ferirsi le
mani, ferire i muli che trainavano il suo carro, ritornare in piazza e
raccontare di essere scampato ad un attacco di nemici che intendevano
ucciderlo. Ottenne subito dagli ateniesi...
mercoledì 20 luglio 2016
venerdì 15 luglio 2016
Morti, ancora! Il nostro quotidiano è compromesso.
Che importa se il camion è trivellato di colpi, quel camion tragicamente
bianco ha già attraversato la storia di tante famiglie. Lo ha fatto con
determinazione, in una corsa di due chilometri, a zig zag, a velocità sostenuta
pur di colpire di più, più gravemente, pur di compiere un atto eclatante.
E se non fosse bastato ecco gli spari, l’accanimento ed altre armi in
quell’involucro di lamiera. Per chi? Per che cosa?
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giovedì 14 luglio 2016
Non ti puoi dimettere. Hai da votare!
Saranno pure pensieri perversi ma se cittadino è
quel civis costituzionalmente titolare di diritti e
soggetto delle decisioni, non vi è dubbio che se diventa oggetto delle
decisioni, è suddito!
In realtà perverso è il meccanismo che a
qualcuno piace definire democratico, perché dà sicurezza in alternativa ad
assolutistico, identificandolo con l’espressione di un voto, nelle elezioni,
attraverso il quale il cittadino assume la sua scelta!
Eppure succede stranamente che:
a. il candidato da votare alle elezioni è scelto dal partito, ente di natura
privatistica che rimborsa le sue spese incontrollabili con soldi pubblici per
il bene pubblico.
b. Lo si vota perché rappresenti gli
interessi del cittadino, dunque perché serva la comunità, ma l'impressione è piuttosto che la comunità serva agli interessi del
votato. Comunque nessuno ha mai sostenuto che il cittadino rappresenta l’onorevole
ed ha diritto ad essere rimborsato!
c.
Per essere eletti qualcuno cede alla
trascurabile inezia della corruttela nei voti. Perché è contento se ci riesce?
d.
Il soggetto votato diventa onorevole, il
cittadino rimane popolo!
e.
L’onorevole decide i suoi benefit,
privilegi, vitalizi, pensioni, la scontistica per sé e per le proprie famiglie
anche allargate, e siccome si stressa legifera anche le sue gratuite terapie
rilassanti. Ma non garantisce nulla. Non risponde di nulla, nemmeno del
bilancio o dei debiti. Addebita piuttosto
al cittadino tasse, percentuali, costo del lavoro, debiti e povertà, costo
della salute, della sicurezza, del’aria e dell’acqua.
f.
Il cittadino paga ma non ha titolo a stressarsi anche se non arriva a fine
mese, se ha la fortuna di lavorare, e non ci sono i soldi per la sua pensione!
g.
Eletto una volta, l’onorevole rimane a
vita colui che rappresenta il cittadino, anche se non è più votato,
passa da un incarico e l’altro, sempre con ottimi compensi ed il partito,
magari dopo 30 anni, può ricandidarlo per il cambiamento!
h.
Chi è stato al governo ha diritto a vita a
scorte e privilegi, uffici ed auto. Insomma è quello che viene pagato a tutti i
costi ed in eterno. Magari dopo di lui i figli!
i.
In nome della politica i votati discutono,
litigano, considerano prioritari i sistemi elettorali come quel gioco da
vincere togliendo agli avversari poltrone e poteri e poi si accordano su
coalizioni distribuendosi ministeri, sottosegretariati, assessorati, dirigenze
e presidenze. In nome del popolo!
j. Se per caso, ma è solo un altro gioco, si dovesse ricorrere ad un referendum
popolare, sempre i votati decidono come e quando farlo, se spacchettarlo,
sminuzzarlo, diluirlo, disperderlo o consumarlo intero. Ma se mai il risultato
dovesse essere diverso dal previsto c’è sempre la possibilità di un’altra
legge. Si è visto, per esempio, con i finanziamenti ai partiti!
Adesso, forse non colgo più il senso di
tale meccanismo democratico, ma se la politica è quella strana proprietà
che dovrebbe guardare ad obiettivi di servizio, come mai tali
obiettivi non si raggiungono e c’è sempre un’altra legislatura alla quale
rimandare promesse senza programmi, programmi senza programma?
Dove sono finiti la democrazia ed il
suo cittadino?
Ecco, il cittadino è un opzional, uno che
ha il solo compito di votare per dare legittimità perfino ai suoi debiti a
vita.
Uno obbligato a pagare a tutti i costi
anche quando non dovrebbe, a cui non si debbono rendicontare le decisioni, uno
che pretende troppo se chiede di lavorare, di potere percepire una pensione
equa piuttosto che farsi bastare 500 euri mensili, di potersi curare se
indigente piuttosto che evitare medicine ed esami diagnostici, di essere
aiutato se vecchio piuttosto che lasciarsi andare, di essere assistito se
debole, o limitato, piuttosto che andare a chiedere elemosina.
Uno che se non basta può essere
anche integrato e piuttosto può morire senza avere potuto
capire per che cosa ha votato, per che cosa si è indebitato, quale sistema ha
ingabbiato il suo appellativo e la sua dignità facendogli credere che è stato lui a
sceglierlo.
Un suddito?
mercoledì 13 luglio 2016
Di chi è la colpa della politica siciliana?
Certo, presi dalle velocità con le quali inseguiamo le tappe forzate della vita siamo portati a rimuovere la memoria del nome votato, ma forse non farebbe molta differenza pur se, ammettendolo, dovremmo dire addio ai sensi di colpa che ci fanno porgere la spalla al politico.
Eppure, che c'entriamo?
Il nostro presidente regionale ha un curriculum di tutta sinistra.
Collaborazioni con l'Unità, il Manifesto, Liberazione, militanza nel Partito Comunista Italiano, poi con Rifondazione Comunista é assessore alla cultura del comune di Gela dal 1996 al 1998, con la Federazione dei Verdi nel 1998 è consigliere comunale e consulente dell'assessore regionale ai beni culturali, con il Partito dei Comunisti Italiani e l’alleanza di centrosinistra,
lunedì 11 luglio 2016
Cosa resta della rivoluzione di Crocetta? Che Sicilia ci restituisce?
A ogni nuova ondata elettorale condita di passione,
proponimenti, aspettative, si accende la speranza che questa terra martoriata e
bistrattata possa avere un moto d’orgoglio e rinascere. Che possa avere un
futuro normale, dove ogni persona possa realizzare se stessa e costruire la
propria vita senza sentire più mortificanti litanie sul sottosviluppo, la
colonizzazione, la disoccupazione, l’emigrazione, il degrado, la corruzione, il
malaffare, la mafia, in una parola, il lento annientamento di una delle terre
più belle e ricche
mercoledì 6 luglio 2016
Chi comanderà l'Isis nei prossimi anni?

In Italia la giustizia è lenta e imperversano le pastoie delle identificazioni di quanti, immigrati, non sono profughi. Noi siamo buoni e tutte le altre nazioni che chiudono i loro confini comprendendo che non si può andare oltre sono nazioni tutte cattive?
In Italia rimangono tutti, pure a carico degli italiani che non arrivano a fine mese.
Sono tanti i non profughi. Cosa nascondono se fuggono anche dalle forze dell'ordine,
sabato 2 luglio 2016
Uccisi dieci di noi a Dacca.
Non possiamo non considerare questo uno strano sabato, triste e drammatico, per tanti che sono stati feriti e per dieci italiani strappati alla vita. Un attentato a Dacca, circostanze, appuntamenti sbagliati. Dieci di noi.
Dieci famiglie che d'improvviso e senza capirne le ragioni, si trovano private di un loro affetto. Questa non è la guerra di quei dieci, dei tanti altri che hanno perso la vita negli attentati precedenti, se è vero che il Dio di tutti è buono.
Ma come è possibile che gente comune uccida gente comune per seminare terrori dove dovrebbe esserci amore.....Questa non è una guerra di religione.
Certo che manterremo dignità in difesa del nostro quotidiano indifeso, che saremo forti quando sappiamo di essere deboli, che sapremo affrontare l'ignoto imprevedibile. Ma credo che tutto questo lo faremo, costretti a farlo, perché non ci sono alternative per gente comune.
Gli squilibri attuali che hanno generato e generano odio e morte non dipendono da chi muore.
Strano questo sabato di cui nessuno potrà spiegare la verità.
Dieci famiglie che d'improvviso e senza capirne le ragioni, si trovano private di un loro affetto. Questa non è la guerra di quei dieci, dei tanti altri che hanno perso la vita negli attentati precedenti, se è vero che il Dio di tutti è buono.
Ma come è possibile che gente comune uccida gente comune per seminare terrori dove dovrebbe esserci amore.....Questa non è una guerra di religione.
Certo che manterremo dignità in difesa del nostro quotidiano indifeso, che saremo forti quando sappiamo di essere deboli, che sapremo affrontare l'ignoto imprevedibile. Ma credo che tutto questo lo faremo, costretti a farlo, perché non ci sono alternative per gente comune.
Gli squilibri attuali che hanno generato e generano odio e morte non dipendono da chi muore.
Strano questo sabato di cui nessuno potrà spiegare la verità.
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